Wenno
CITAZIONE
Da quando il concetto di democrazia si è "esplicitato" (per lo meno dai tempi dell'Atene di Solone) esso è sempre stato, ESCLUSIVAMENTE il modo di essere della politica quando il potere è stato solo nelle mani di una "razza" di produttori-mercanti. Gente che non poteva possedere terre, che non voleva praticare l'agricoltura o l'allevamento, che non sapeva usare le armi, che non voleva Divinità fastidiose e "moraliste" tra le palle per meglio proteggere le proprie piccole e grandi ruberie quotidiane che essa chiama "affari".
La Democrazia è il potere del soldo, della libertà individuale, il potere "borghese", se vogliamo esprimerci in senso più moderno.
"Più democrazia", "più libertà individuale", significa soltanto "più globalizzazione", più annullamento delle specificità culturali, delle Tradizioni, delle lingue, delle religioni... La Democrazia è la madre della globalizzazione. Non è un caso che i Paesi storicamente "non democratici" vengano visti con sempre maggiore ostilità da quelli "democratici" che godono "casualmente" della superiorità militare (solo sul piano quantitativo, naturalmente).
Devo dire che di solito, pur non condividendo nulla di quello che scrive Wenno, apprezzo il suo sforzo sincero e tendenzialmente costruttivo. Il problema qui, e ci stiamo sbattendo da 12 pagine, è che alcuni pensano di individuare il male in una forma di governo, e non piuttosto nel sistema generale.
Innanzitutto, se si contesta questa fantomatica "democrazia", occorrerebbe indicare una via alternativa. Fino ad ora, soltanto Teschiorosso è stato esplicito, mentre tu aneli la possibilità di uno stato teocratico (casta religiosa che comanda la casta politica che percepisce le istanze del popolo). Però adesso salto tutte i possibili distinguo su quanto da te esposto, riservandomi, alla tua precisazione, di rispondere, se ce la farò.
Dopo 12 pagine, credo che sia il tempo di dire che il problema non è tanto nello "scatolone", ovvero nella forma, ovvero nelle regole che ci diamo per governarci. Io condivido Teschiorosso e i suoi timori del mondo che andrà in distruzione per una catastrofe politica, sociale, militare o ecologica (anche se ho una piccola speranza che, magicamente, si riesca a trovare il pertugio di salvataggio: ma di questo parleremo successivamente).
Tu, Wenno, hai scritto che di Junger i passi più importanti riguardavano la descrizione della Tecnica come element (paroleo centrale. Il nichilismo prospera nell'ordine, abbattendo tabù, tradizioni, differenze, sistemi ambientali e sociali. Vedi che sto cercando di spostare la discussione dalla forma alla sostanza.
L'attuale "globalizzazione" è guidata dalla Tecnica: sia essa produttiva, ma, soprattutto Economica. E' questa infatti la vera, e unica, unità di misura del nostro tempo. Tutto, ovunque, rischia di ridursi ad una mera contabilità produttiva: tutti gli sforzi (di paesi "democratici" o "de-democraticizzati", così come di quelli "totalitari", "comunisti") sono tesi alla massima produzione di beni e servizi, indipendentemente da quel che questo comporta.
Il Pensiero Unico del Liberismo indica la Via del Successo: nessuna limitazione al Capitale, adeguamento dei valori sociali, culturali e ambientali alle esigenze del dio del nostro tempo. Ai tempi dei primi filosofi economici, e del sempre citato Adam Smith (ma siamo nel '700... non c'erano le auto, i telefoni, gli aerei, i mezzi di comunicazione di massa, internet; a quel tempo neanche si pensava all'equilibrio sociale; l'ambiente era "infinito" e dunque un non-problema; e non era così facile "de-localizzare" una produzione dall'America all'Italia o alla Gran Bretagna...) venne coniata l''idea dell'economia liberista: il mercato, grazie all'equilibrio tra domanda e offerta, determina il prezzo e quindi l'allocazione ottimale delle risorse (la famosa "mano invisibile"); se lo Stato A è bravo a produrre spille e quello B sa fare frittelle, è meglio che si specializzino e scambino i beni, piuttosto che produrre entrambi in diseconomia.
Quelle di Smith erano grandi intuizioni, che però erano figlie di modelli antichi, purtroppo ancora adesso adoperati per definire la ricchezza (e il grado di progresso) delle nazioni.
Il modello smithiano era figlio di Cartesio, della scienza newtoniana, dove tutto poteva essere descritto matematicamente. Non può essere descritto matematicamente, però, lo stato di un operaio costretto a lavorare 16 ore in una miniera di carbone per permettere il "pareggio" nell'analisi liberista; non ci sono formule matematiche in grado di misurare il degrado ambientale di una produzione (sia inquinanti immessi che consumo di risorse); e neanche la bellezza di un panorama è valutabile in questo modo.
Spero di essere chiara (a quest'ora...). Quello che ti voglio dire, è che viviamo in un contesto scientifico-tecnico che ha creato le basi per la definizione della nostra società, e ha trovato nell'Economia la massima espressione di dominio Tecnico su quel che è rimasto.
Ha ragione Ramonet, e vitriol con Darherndorf: questo comporta perdita del potere di scelta del singolo individuo e delle sue forme associative. Aspetti come l'ambiente, la religione, la politica, e anche l'amore, l'amicizia, l'arte, hanno perso o stanno perdendo la loro aurea "divina" o "divinizzata", per divenire semplici accessori al nichilismo economico. Che è dappertutto, e che uniforma tutto perché il criterio economico è quello del minimo sforzo/massimo rendimento.
Continuare a prendersela con la "democrazia", perché il mondo diviso per caste, o una dittatura, riuscirebbero a fermare questo percorso, è abbastanza ridicolo. Solo un grandissimo sforzo culturale può arrestare questo treno che, per non fermarsi, deve accelerare sempre di più (parole di Massimo Fini o Giorgio Bocca, non ricordo) senza sapere in quale direzione sta andando.
Forse ho messo troppa carne al fuoco ma quando tornerò mi piacerebbe approfondire ancora, sia perché scrivere mi permette di "fissare" idee che vagano nella testa, sia perchè questo è un discorso molto lungo, di cui, adesso, stiamo vedendo soltanto l'apice.
Ps. cercherà di rispondere poi alle tue obiezioni sul "girl power" /uff!).
PSs. Per la prima volta ho fatto l'anteprima, certo così è + facile correggersi e leggersi!
nuit
PS. rileggendo, voglio precisare che, persistendo questo stato, è + probabile che il treno deragli piuttosto che si riesca, non dico a fermarlo, ma a dargli una direzione